A partire dal 1982, con il video “Voglio uccidere”,
Cataldo Dino Meo inizia il percorso di adattamento
della poesia applicata al linguaggio dei video
musicali.

La sua ricerca continua per tutti gli anni novanta,
ma la svolta decisiva, che lo condurrà a un nuovo
linguaggio espressivo, avviene nel 2004, grazie
soprattutto all’apporto determinante del fratello
regista Antonio Meo.

Infatti, proprio in quell’anno, con il video
“Caravaggio”, la poesia e la letteratura verranno
proiettate verso un’altra dimensione.

Mediando, in una sorta di transfert, il linguaggio
dei clip musicali, si sottrae la parola stampata
dalla sua insufficienza, dandole, attraverso le immagini,
nuova linfa rigeneratrice e altro respiro, dispiegando
tutta la sua energia evocatrice dal sapore elettro-rock
fusa in un mix di voce e azione dal forte impatto.